Notaio Michele Manente

Recupero del sottotetto fra gli interventi agevolati al 50%

5 Settembre 2018
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Recupero del sottotetto fra gli interventi agevolati al 50%

Secondo la C.T. Reg. di Bologna anche in caso di conseguente aumento della volumetria dell’immobile l’intervento si considera ristrutturazione edilizia



Gli interventi per i quali è possibile beneficiare della detrazione IRPEF del 50% sono definiti dall’art. 16-bis comma 1 del TUIR.
In relazione alle singole unità immobiliari residenziali e loro pertinenze è possibile fruire dell’agevolazione in discorso per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia di cui, rispettivamente, alle lettere b), c) e d) dell’art. 3 comma 1 del DPR 380/2001, c.d. Testo unico dell’edilizia (per un approfondimento si rinvia alla monografia on line “Ristrutturazione edilizia (detrazione 36-50%) e bonus mobili”).

Secondo la definizione data dalla citata lett. d), gli interventi di ristrutturazione edilizia sono rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

In aggiunta, l’Amministrazione finanziaria (si vedano in particolare la C.M. 24 febbraio 1998 n. 57 e la guida Agenzia delle Entrate aggiornata nel mese di febbraio 2018) stila un elenco esemplificativo degli interventi che sono considerati di ristrutturazione edilizia. Vi rientra:
– la riorganizzazione distributiva degli edifici e delle unità immobiliari, del loro numero e delle loro dimensioni;
– la costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti;
– il mutamento di destinazione d’uso degli edifici, secondo quanto disciplinato dalle leggi regionali e dalla normativa locale;
– la trasformazione dei locali accessori in locali residenziali;
– le modifiche agli elementi strutturali, con variazione delle quote d’imposta dei solai;
– la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente;
– la realizzazione di una mansarda o di un balcone e la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;
– la modifica della facciata;
– l’apertura di nuove porte e finestre;
– gli interventi di ampliamento delle superfici.

Si considera ristrutturazione anche l’apertura di nuove porte e finestre

Relativamente a quest’ultima fattispecie, la C.M. 11 maggio 1998 n. 121 (§ 4) ha precisato che possono essere ammessi alla detrazione i costi degli interventi di ampliamento degli edifici esistenti, purché con tale ampliamento non si realizzino unità immobiliari utilizzabili autonomamente. Così, ad esempio, secondo il documento di prassi, è detraibile la spesa sostenuta per rendere abitabile un sottotetto esistente, purché ciò avvenga senza aumento della volumetria originariamente assentita.

Al riguardo, merita di essere segnalata la sentenza n. 2799/5/16 della C.T. Reg. di Bologna secondo cui il recupero dei sottotetti con conseguente aumento della volumetria dell’immobile, eseguito nel rispetto della normativa urbanistica statale, regionale e comunale, è da considerare ristrutturazione edilizia che può beneficiare, al ricorrere delle altre condizioni richieste dalla norma, della detrazione IRPEF del 50% ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR.









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